{"id":123,"date":"2020-05-19T09:00:00","date_gmt":"2020-05-19T07:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/emigrazionevaltellinese.it\/valtellingstories\/?p=123"},"modified":"2020-05-18T18:17:50","modified_gmt":"2020-05-18T16:17:50","slug":"avvertenze-per-emigrante-italiano-un-nuovo-sguardo-sul-fenomeno","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.emigrazionevaltellinese.it\/valtellingstories\/2020\/05\/19\/avvertenze-per-emigrante-italiano-un-nuovo-sguardo-sul-fenomeno\/","title":{"rendered":"Avvertenze per l\u2019emigrante italiano: un nuovo sguardo sul fenomeno"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><em>Un vademecum del 1923, contenente un serie di consigli di comportamento, ribalta completamente il punto di vista sull\u2019emigrazione: non solo un \u201cviaggio della speranza\u201d, ma anche l\u2019abbandono pieno di dubbi della propria terra.<\/em><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando si parla di emigrazione, le tematiche e i punti di vista tendono a ripetersi costantemente<strong>.&nbsp; \u201cIl viaggio della speranza\u201d<\/strong> \u00e8 sicuramente uno degli appellativi pi\u00f9 utilizzati. Tuttavia, come spesso accade, le prospettive possibili per osservare e analizzare un fenomeno sono molteplici; spesso anche discordanti tra loro, in grado di rinnovare la narrazione su di esso. Ecco, dunque, che un piccolo documento con quasi cento anni alle spalle, pu\u00f2 mettere in luce una parte della questione spesso in ombra nelle discussioni sull\u2019argomento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Datato 1923, <em>Avvertenze per l\u2019emigrante italiano <\/em>\u00e8 un piccolo vademecum di 16 pagine. Il titolo \u00e8 abbastanza esplicativo: <strong>si tratta di una serie di consigli <\/strong>per gli abitanti della penisola, prossimi ad abbandonare l\u2019Italia. Eppure, vi \u00e8 anche di pi\u00f9, un qualcosa di pi\u00f9 profondo che cambia le carte in tavola. In queste poche pagine, infatti, il concetto di speranza, di ricerca di un futuro migliore \u00e8 completamente assente, <strong>lasciando spazio al senso di abbandono, ai timori per il distaccamento dal luogo nat\u00eco<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ovviamente, va anche considerato il periodo storico al quale esso appartiene. A cavallo delle due guerre mondiali, l\u2019ideale nazionalista, alimentato ulteriormente dall\u2019ascesa del Fascismo, non poteva che guardare con sospetto all\u2019abbandono del proprio paese. In ogni caso, questo breviario di suggerimenti e moniti per l\u2019emigrante non perde minimamente la sua forza, anzi, <strong>rafforza ancor di pi\u00f9 la sua potenza rappresentativa<\/strong> di un periodo storico innegabilmente segnante per la storia italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per capire veramente la natura di tale documento, per\u00f2, bisogna partire dalla fine. L\u2019ultima sezione del volumetto, infatti, riassume perfettamente lo spirito con il quale esso \u00e8 stato scritto; <strong>in poche righe realizza una fotografia magistrale<\/strong> della societ\u00e0 dell\u2019epoca e di come era visto, almeno pubblicamente, il fenomeno migratorio. Il titolo dice tutto: <em>Il sentimento d\u2019italianit\u00e0<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>L\u2019emigrante non deve mai dimenticare di essere italiano; non deve mai dimenticare le sue origini, le sue tradizioni<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le parole all\u2019interno di questo capitoletto finale non lasciano spazio a interpretazioni<strong>: l\u2019emigrante non deve mai dimenticare di essere italiano<\/strong>; non deve mai dimenticare le sue origini, le sue tradizioni; e, ovviamente, non deve mai dimenticare la lingua italiana, l\u2019elemento che pi\u00f9 di tutti continuer\u00e0 a legarlo indissolubilmente alla sua Patria (sempre scritta con l\u2019iniziale maiuscola). La frase finale, sottolineata da una cornice e stampata in caratteri maiuscoli, <strong>\u00e8 la perfetta sintesi<\/strong>: \u201cVIVA L\u2019ITALIA, SEMPRE\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 questo lo spirito che pervade l\u2019intero libriccino: <strong>l\u2019Italia deve sempre rimanere la stella polare dell\u2019emigrante<\/strong>. Lo si vede bene anche all\u2019inizio dell\u2019opera, nella prima pagina, che anticipa i consigli utili per il viaggiatore. Incorniciate pi\u00f9 nettamente, e stampate a caratteri pi\u00f9 marcati e di grandezza maggiore rispetto al resto, troneggiano frasi come: \u201cLasciare il proprio paese per andare a lavorare in terra straniera \u00e8 sempre un fatto importante e pieno di conseguenze per chi emigra, per la sua famiglia, per la Patria\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"853\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/emigrazionevaltellinese.it\/valtellingstories\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/2.2-853x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-117\" srcset=\"http:\/\/www.emigrazionevaltellinese.it\/valtellingstories\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/2.2-853x1024.jpeg 853w, http:\/\/www.emigrazionevaltellinese.it\/valtellingstories\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/2.2-250x300.jpeg 250w, http:\/\/www.emigrazionevaltellinese.it\/valtellingstories\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/2.2-768x922.jpeg 768w, http:\/\/www.emigrazionevaltellinese.it\/valtellingstories\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/2.2.jpeg 1141w\" sizes=\"auto, (max-width: 853px) 100vw, 853px\" \/><figcaption>La prima pagina di <em>avvertenze per l&#8217;emigrante italiano<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cL\u2019emigrante consideri questo fatto con molta ponderazione\u201d. Sono le parole che introducono la lista di consigli che segue. Il messaggio, implicito, \u00e8 chiaro: <strong>l\u2019emigrazione presenta numerose insidie, non \u00e8 positiva e sarebbe meglio evitarla<\/strong>. Perch\u00e9 l\u2019Italia \u00e8 la propria Patria, e abbandonarla \u00e8 un gesto estremo da non prendere alla leggera. Dell\u2019idea di speranza, di lancio verso l\u2019ignoto alla ricerca di una vita migliore, non vi \u00e8 alcuna traccia, nascosta sotto il tentativo di mettere in guardia, di rendere sospettosi, di dissuadere da questa scelta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche il resto delle pagine \u00e8 pervaso da un sentimento patriottico, mirato a gettare ombre sull\u2019emigrazione; e, in particolare, a istruire sulla vita che bisogna tenere, <strong>per evitare di infangare l\u2019immagine del popolo italiano<\/strong>. In territorio straniero, <strong>l\u2019emigrante non deve disonorare la Patria<\/strong>: deve trovare un lavoro che non sia umiliante, ma che soprattutto non svilisca il suo essere italiano; deve mantenere uno stile di vita decoroso, preferendo una vita sobria e poco appariscente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un piccolo documento, dunque, capace di mostrare, con tutte le precisazioni storiche del caso, un\u2019altra faccia dell\u2019emigrazione. Una testimonianza che sbaraglia il campo delle prospettive classiche sul fenomeno migratorio, <strong>aprendo le porte a un dibattito rinnovato<\/strong>, arricchito da nuovi spunti di visione e di riflessione sulla questione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"entry-summary\">\nUn vademecum del 1923, contenente un serie di consigli di comportamento, ribalta completamente il punto di vista sull\u2019emigrazione: non solo un \u201cviaggio della speranza\u201d, ma anche l\u2019abbandono pieno di dubbi della propria terra. 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